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“Rosiko! Distruggi i nemici di Salerno”

 

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Arriva il “Rosiko! Distruggi i nemici di Salerno”, il nuovo gioco dei Figli delle Chiancarelle

Dopo il grande successo del Salernopoly (il Monopoli in chiave salernitana presentato a Natale 2011), tocca al nuovo esilarante gioco da tavola “made in FdC”.

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Si tratta di “Rosiko! Distruggi i nemici di Salerno”, parodia del celebre Risiko. Niente Kamchatka e Jacuzia, ovviamente, ma una guerra di strategia tutta combattuta fra Torrione, Porto, Ogliara e gli altri quartieri salernitani, con apposite carte dei territori, oltre a regole del gioco e un tabellone ad hoc. L’obiettivo? “Con offese, calunnie e una buona dose di inaugurazioni selvagge si può arrivare alla conquista della città o, in alternativa, aspirare a un impegno ministeriale come vice”.

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A sfidarsi saranno l’armata delle “S”, attrezzata con mini carri armati in cemento (che godrà, ovviamente, di una serie di privilegi), e l’armata delle Chiancarelle, cafona ma rispettosa delle regole, con cannoncini rigorosamente in legno.

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Nessuno tocchi il Porticciolo !

 

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Nessuno tocchi il Porticciolo: presentato ricorso per salvare il borgo marino di Pastena

Missione compiuta! La campagna Bop, buono ordinario pullanghelle, ha raggiunto l’obiettivo che si era fissato: raccogliere i fondi per opporsi alla realizzazione del Nuovo Porto di Pastena, una speculazione edilizia a mare che devasterà un’area di oltre 30 mila metri quadri sottoposta a vincolo paesaggistico e che cancellerà definitivamente l’unica spiaggia libera di Pastena.

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Grazie ai Bop, un “azione” di grande valore civico, i rappresentanti del comitato “Giù le mani dal porticciolo”, di “Italia Nostra” e dei “Figli delle Chiancarelle”, hanno depositato questa mattina a Napoli, presso la Regione Campania, il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro la realizzazione del projet financing del Porto di Pastena.  Tra i motivi principali alla base del ricorso ci sono la mancanza di conformità urbanistica del progetto, la mancanza della Vas (valutazione ambientale strategica), il mancato rispetto del vincolo paesaggistico riconducibile all’art 142 del decreto lgs n 42/2004 a cui si aggiunge quello del D.M del 17.5.1997.
 
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In luogo di quello che si prospetta essere una imponente speculazione edilizia che ingolferà di cemento e di traffico tutto il quartiere, i ricorrenti auspicano la riqualificazione dell’area attraverso la realizzazione, in accordo con i residenti del posto, di un vero porticciolo che soddisfi le pressanti esigenze di una nautica sociale e la risistemazione degli arenili circostanti per una libera balneazione.
 
Esattamente un anno fa, una analoga campagna Bop servì a finanziare il ricorso al Consiglio di Stato contro il Crescent.
 
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Anche per Pastena i cittadini, a fronte di una donazione spontanea, hanno ricevuto il Bop a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio. I “value certificate” erano a tiratura limitata (100), filigranati e con l’immagine caratteristica del borgo marinaro di Pastena, oggi a rischio distruzione.
“Riteniamo che l’attuale “Porticciolo” di Pastena – spiegano i ragazzi del comitato “Giù le mani dal Porticciolo” – sia un luogo da salvaguardare, portatore di una cultura cittadina ormai in via d’estinzione. Siamo anche consapevoli dell’attuale stato in cui versa il borgo marinaro e infatti auspichiamo una vera riqualificazione dello stesso in modo ecocompatibile, al fine di salvaguardare il mare, le spiagge, la pesca e le attività storicamente presenti in questo luogo”.

Portiamo in porto il nostro futuro

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Al via campagna “BOP” per sostenere ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro nuovo porto Pastena

Ferma la speculazione! Fai una buona azione, prendi un Bop”: è stata presentata alla stampa Sabato mattina 6 aprile 2013, presso il porticciolo di Pastena, la campagna sociale organizzata dall’associazione ambientalista Italia Nostra, dai“Figli delle Chiancarelle” e dai cittadini che hanno dato vita in questi tanti mesi al gruppo “Giù le mani dal Porticciolo”. La campagna è finalizzata a raccogliere fondi per permettere di presentare il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro la realizzazione del nuovo porto di Pastena, una speculazione edilizia a mare che devasterà un’area di oltre 30 mila metri quadri sottoposta a vincolo paesaggistico dal 1957, vincolo ignorato sia dall’illegittima Commissione Locale per il Paesaggio del Comune di Salerno che dalla Soprintendenza. Entrambe hanno dato incredibilmente parere favorevole alla realizzazione di questo nuova colata di cemento a mare.

 

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Il Bop, il Buono Ordinario Pullanghelle, emesso dal Banco delle Chiancarelle, vale esclusivamente come un azione di grande valore civico e serve a salvare Salerno ed il paesaggio costiero. Esattamente un anno fa, la campagna Bop servì a finanziare il ricorso al Consiglio di Stato contro il Crescent.

Anche per Pastena i cittadini, a fronte di una donazione spontanea, riceveranno un Bop a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio. I “value certificate” sono a tiratura limitata, numerati e filigranati con l’immagine caratteristica del borgo marinaro di Pastena, oggi a rischio distruzione.

Durante la conferenza stampa prenderanno parte,  Raffaella Di Leo, presidente Italia Nostra Salerno, Leonardo Vitola, in rappresentanza dei Figli delle Chiancarelle, e una delegazione del gruppo di cittadini del gruppo Giù le mani dal porticciolo sarà presentato il calendario delle iniziative legate alla diffusione dei Bop che si terranno in tutto il mese di Aprile, a partire dalla mostra fotografica che si terrà sempre sabato 6 aprile 2013 nei locali del Bar Verdi in Piazza Luciani.

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Riteniamo che l’attuale “Porticciolo” di Pastena – spiegano i ragazzi di “Giù le mani dal Porticciolo” –  sia un luogo da salvaguardare, portatore di una cultura cittadina ormai in via d’estinzione. Coscienti della definizione esposta dalla “Convenzione europea sul paesaggio“, che riconosce il paesaggio come elemento importante della qualità della vita delle popolazioni nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana, chiediamo che l’attuale progetto del “Porto di Pastena” venga accantonato.

Consapevoli dell’attuale stato in cui versa il borgo marinaro sovracitato, auspichiamo una riqualificazione dello stesso in modo ecocompatibile, al fine di salvaguardare il mare, le spiagge, la pesca e le attività storicamente presenti in questo luogo. Tale richiesta è fortemente avvalorata dal vincolo paesaggistico esistente su questa zona dal 1957 e dall’illegittimità di avere ben quattro porti nel tratto costiero salernitano; infatti ad ogni specchio d’acqua con destinazione portuale deve corrispondere per normativa, una superficie a terra non inferiore al doppio. Chiediamo, inoltre, che i successivi interventi siano realizzati in accordo con le popolazioni locali, e in maniera trasparente, al fine di prendere in considerazione le reali esigenze del quartiere e della città”.

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Crescent, ecco l’intera verificazione “fuffosa” della Regione

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Crescent, ecco l’intera verificazione “fuffosa” della Regione Campania

Le oltre 70 pagine risultano generiche ed elusive di gran parte dei quesiti posti dal Consiglio di Stato.

In esempio su tutto: Sul quesito relativo all’utilizzazione di superficie marina a fini edificatori, risponde di non poter effettuare alcun calcolo perché tali superfici non sarebbero “identificabili catastalmente”.

Vai al documento originale >> verificazioni Regione Campania

 

La Soprintendenza boccia i Box a Lungomare

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La Soprintendenza boccia i Box auto a Lungomare: “Arrendetevi: il buco non si può fare”!

I Figli delle Chiancarelle ed Italia Nostra hanno ricevuto, dopo aver fatto istanza di accesso agli atti al Comune di Salerno, il verbale della terza Conferenza dei Servizi convocata dopo la decisione del Tar sul progetto di realizzazione di box auto sotto il Lungomare e sotto Piazza Cavour.

Il nuovo parere reso dalla Soprintendenza, a differenza di quanto dichiarato qualche settimana fa da Alberto Di Lorenzo, capo staff del sindaco di Salerno, è totalmente negativo e motiva perfettamente il perché l’opera non possa essere realizzata.

Gettare quintalate di cemento nel mezzo del più bel giardino della città significherebbe pregiudicarne per sempre ogni sua futura riqualificazione.

Il Comune ha “interpretato” tale parere riducendone la portata. Ma la realtà è un’altra: devono rassegnarsi. A piazza Cavour, come per il ristorante dei Feudi nella villa comunale, non potranno costruire proprio niente.

I Figli delle chiancarelle ed Italia Nostra hanno steso ancora una volta il campione di box Vincenzo De Luca, noto sventratore del terrtorio comunale

Arrendetevi, il buco a Lungomare non si può fare!

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Crescent, ecco i “leak” delle verificazioni dell’Autorità di Bacino e Genio Civile

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Crescent, ecco i “leak” delle verificazioni dell’Autorità di Bacino e del Genio Civile

Leggi le verificazioni integrali rese dall’Autorità di Bacino e dal Genio Civile di Salerno relative alla realizzazione del Crescent sotto il profilo idrogeologico e sismico.

>>>>>> Clicca sulla relativa immagine per vedere le singole verificazioni.

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Box Piazza Cavour, sentenza Tar: accolte le richieste dei FdC

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Box Piazza Cavour, sentenza Tar: accolte le richieste dei FdC: Miccio si dimetta

La Prima Sezione del TAR Salerno ha accolto il ricorso della Andreozzi Costruzioni, la ditta titolare dei lavori di costruzione dei box interrati in Lungomare/P.zza Cavour, avverso la Soprintendenza BAP di Salerno, che nell’ultima Conferenza dei Servizi aveva espresso parere negativo al progetto.

Il procedimento ha visto come attori, da una parte la Andreozzi SrL, dall’altra la Soprintendenza, che durante l’udienza di giovedì non era presente con l’Avvocatura di Stato. Ad adiuvandum ci siamo costituiti anche noi Figli delle Chiancarelle (assistiti dall’avvocato Gaetano D’Emma), affinché il Tribunale mettesse di nuovo in discussione tutto l’iter procedurale fin lì seguito nella vicenda, imponendo alla Soprintendenza un parere negativo “adeguatamente motivato”.

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E così è stato: il Tribunale, infatti, ha accolto il ricorso della Società. Ma ha sentenziato:

“…la riattivazione, su impulso dell’Amministrazione comunale, di nuova conferenza di servizi preliminare ex art. 14 bis l. n. 241/1990, nella quale la Soprintendenza – nell’effettivo contraddittorio con le parti – si pronunzi in ordine alla contestata esistenza e natura del vincolo, esponendo in guisa motivata le ragioni del proprio eventuale dissenso in ordine alla fattibilità del progetto, formulando, se del caso, le condizioni per il suo superamento”.

Ovvero proprio ciò che noi abbiamo chiesto, una nuova Conferenza dei Servizi alla quale la Soprintendenza giunga con un parere adeguatamente motivato e formulato a difesa del vincolo gravante sulla piazza.

Per quanto riguarda “le condizioni di superamento” del vincolo di cui si parla alla fine del dispositivo, in effetti si tratta di un richiamo ad un obbligo di legge (l. 241/1990, art. 14quater, comma 1, ultimo alinea), secondo il quale l’Ente di tutela deve prevedere anche possibili soluzioni, ma di fatto non è detto che queste condizioni sussistano.

Di fatto il degrado del Lungomare e l’esigenza – condivisa da tutti (anche dal Comune) – di intervenire con un progetto di riqualificazione (allo stato non esistente) sconsiglierebbero chiunque di privatizzarne una parte, peraltro consentendo che, nel bel mezzo, si realizzi un buco enorme per far uscire i gas di scarico delle auto. Questo “inserto” costituirebbe comunque un forte vincolo per qualsiasi futuro progetto di recupero del Lungomare. I motivi del diniego ci sono e sono tanti.

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Ad uscire sconfitti dopo la decisione del Tar sono la Soprintendenza, che deve motivare adeguatamente il suo “no”. Il Comune, che sosteneva l’inesistenza del vincolo. E le imprese, che avrebbero voluto far rivivere i precedenti assensi per poter iniziare da subito i lavori a Piazza Cavour e sul Lungomare.

Infine crediamo che il Soprintendente farebbe bene a fare un passo indietro e dimettersi.

Piazza della Libertà, settore 2: le immagini del solaio crepato

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Piazza della Libertà, settore 2: ecco le immagini del solaio crepato

Ecco le foto dello stato dell’arte a Piazza dell’incapacità, dove il solaio è stato bucato dai pilastri.

Secondo la perizia del tecnico incaricato dalla procura di Salerno, che sta indagando sulle cause del cedimento, ci sarebbe un errore progettuale alla base del crollo verificatosi a luglio 2012

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Non c’è che dire: davvero un lavoro ben fatto, un lavoro a “regola d’arte!”

Costato fino ad ora, ai contribuenti salernitani, ben 30 milioni di euro.

Dentro il mostro: blitz Nucleo Operativo Chiancarelle al Crescent

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Dentro il mostro: blitz Nucleo Operativo Chiancarelle al Crescent

In attesa della decisione del Consiglio di Stato, attesa per fine marzo 2013, il Crescent inizia a prendere forma.

Ecco il nostro reportage fotografico all’interno dell’EGOmostro.

 

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Box Lungomare, Fdc e IN diffidano Comune e Soprintendenza

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Box Lungomare Piazza Cavour, Fdc e Italia Nostra diffidano Comune e Soprintendenza: annullate tutto!

Come ampiamente previsto il ricorso al Tar, che si discutera il 24 gennaio, presentato delle ditte che vogliono realizzare i box, si basa sul non adeguato “supporto motivazionale” del parere negativo espresso dal Soprintendente Gennaro Miccio

“Sono incredibili le capacità divinatorie dei Figli delle Chiancarelle e di Italia Nostra sempre in grado di vedere quello che gli altri non vedono e a volte riescono persino a guardare oltre.

Emblematica è la storia del parcheggio interrato sotto il Lungomare di Salerno a Piazza Cavour.  Uno sfregio incredibile al più importante giardino storico della città.

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I Figli delle Chiancarelle dapprima ricordano al solerte Soprintendente Gennaro Miccio di essersi fatto sfuggire, nel dare un parere positivo, che su quell’area insiste un vincolo paesaggistico forse perchè fuorviato dall’eccellente Membro della CLP (Commissione Locale per il Paesaggio) Luciano Mauro che aveva sbagliato a colorare la Carta dei Vincoli della città di Salerno.

Certo, qualcuno penserà: che strano, il massimo rappresentante del Ministero per i Beni Culturali ha bisogno di sapere se sul Lungomare di Salerno ci sia un vincolo proprio dal Comune che vuole sforacchiarlo? Suvvia!!!

Ma il solerte Soprintendente sollecitato dalle puntuali osservazioni, inviate anche al Ministero, da Italia Nostra e dai Figli delle Chiancarelle, torna sui suoi passi e chiede l’annullamento di tutte le procedure relative all’autorizzazione dei parcheggi.

Ad un qualsiasi cittadino sembra che la cosa sia stata finalmente acclarata: c’è un Vincolo da rispettare pertanto tutto viene sospeso.

…in una città normale sarebbe successo questo, a Salerno NO!

Infatti il Sindaco si precipita in Soprintendenza con il suo codazzo e dopo un vivace incontro di un paio d’ore va via tranquillo al punto che già nel pomeriggio una nota sindacale propone la riapertura delle procedure di valutazione del progetto.

A qualcuno arriva “il fieto del miccio”, ovvero puzza di bruciato, allora i Figli delle Chiancarelle e Italia Nostra scrivono formalmente al solerte Miccio ricordandogli a chiare lettere:

“Ci auguriamo che voglia essere conseguente e che, quindi, senza dar luogo a silenzi inquietanti, si esprima negativamente con un parere esente da vizi che ne possano minare, nel corso dei giudizi amministrativi che il comune non mancherà di proporre, la tenuta.”

Ebbene come è andata a finire?

In una nuova Conferenza di servizi per l’approvazione del progetto dei box interrati a Piazza Cavour la Soprintendenza detta uno stringato parere negativo a cui una delle ditte interessate prontamente propone ricorso per nullità davanti al TAR di Salerno.

E con quale motivazione? …….  Indovinate voi!

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Per questo motivo Fdc ed Italia Nostra diffidano :

il Comune di Salerno, in persona del Sindaco p.t. o di ogni altro organo competente, ad annullare in autotutela tutti gli atti del procedimento ex art. 153, comma 19, del d. lgs. n. 163/2006, ivi compresa la determina dirigenziale n. 3945 del 7.9.2012 di aggiudica della concessione, e la Soprintendenza BAP di Salerno ed Avellino, in persona del Soprintendente legale rappresentante p.t., a rinnovare la valutazione negativa sul progetto con adeguato supporto motivazionale e nel pieno rispetto delle garanzie partecipative di cui all’art. 10 bis della l. n. 241/1990

>>>>>>>>>>>>>> Leggi la diffida box piazza cavour