La ‘S’ in sala giunta: ritrovata la gigantografia scomparsa

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Ritrovata gigantografia storica scomparsa dalla sala giunta del Comune di Salerno dopo il lavori per la “S” abusiva

La gigantografia, raffigurante una vista dall’alto della città, realizzata nel 1950 dallo studio Parisi, si trova al piano terra del Convento di San Lorenzo, accatastata lì, più che esposta in maniera adeguata e degna.

Il reperto è stato recuperato dai dipendenti della Biblioteca dell’Architettura che hanno evitato, grazie alla loro sensibilità, che l’immagine fosse buttata via in seguito ai lavori eseguiti in sala giunta.

Gigantografia definita dalla stessa Soprintendenza di Salerno “di particolare pregio artistico e tecnico”. L’amministrazione comunale dimostra ancora una volta di aver nei confronti della storia della città il tatto di Attila e la sensibilità di Gengis Khan.

gigantografia dove si trova attualmente

>>>>> Vedi altre foto di Salerno negli anni ’50 

Piazza della Libertà, settore 2: le immagini del solaio crepato

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Piazza della Libertà, settore 2: ecco le immagini del solaio crepato

Ecco le foto dello stato dell’arte a Piazza dell’incapacità, dove il solaio è stato bucato dai pilastri.

Secondo la perizia del tecnico incaricato dalla procura di Salerno, che sta indagando sulle cause del cedimento, ci sarebbe un errore progettuale alla base del crollo verificatosi a luglio 2012

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Non c’è che dire: davvero un lavoro ben fatto, un lavoro a “regola d’arte!”

Costato fino ad ora, ai contribuenti salernitani, ben 30 milioni di euro.

Assegnata al mare di Salerno la bandiera marrone!

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Assegnata al mare di Salerno la bandiera marrone!

Blitz dei Figli delle Chiancarelle sulla storica spiaggia di Santa Teresa dove è stata issata la Bandiera marrone, simbolo del degrado in cui versa il mare ed il litorale cittadino

Issata sull’arenile la bandiera marrone simbolo del colore delle acque che i salernitani sono abituati a vedere quando vanno a farsi il bagno.

 

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Come si è potuto distruggere la più grande risorsa economica ed ambientale della città? Facile, è bastato approvare in Consiglio Comunale nove anni fa un Piano Spiagge, una sorta di  “bibbia” per tutto quello che c’è da sapere in materia di arenile, concessioni e stabilimenti balneari a Salerno, e poi disattenderlo in tutto e per tutto. E’ quanto emerge dal Dossier Mare preparato dai Figli delle Chiancarelle.

 

Dal 2003 ad oggi infatti l’amministrazione comunale ha messo in pratica l’esatto contrario di quanto previsto ed inserito nel Puc. In questi anni il litorale salernitano, che si estende dal Porto Commerciale alla foce del fiume Picentino per 11.500 mt circa, ha perso gran parte della spiaggia libera, ceduta ai privati per realizzare porti e strutture: oggi con l’approvazione dell’ultimo progetto della Marina di Pastena, l’arenile liberamente fruibile dai cittadini si è ridotto a soli 2.900 mt. Di questi, secondo i dati dell’Arpac, scarsi mille sono balneabili. Inoltre tutte le poche spiagge libere superstiti sono attraversate dai così detti “Chiaviconi”, i torrenti che compongono l’idrografia del territorio comunale insieme ai corsi d’acqua maggiori Irno e Picentino, le cui foci per l’alto grado di inquinamento dei detti corsi d’acqua, sono non balneabili, tanto che l’ARPAC non effettua prelievi in corrispondenza di esse.

 

In questi chiaviconi-torrenti si riversano scarichi abusivi e non che terminano direttamente a mare, senza alcun tipo di depurazione o possibilità di dispersione al largo mediante condotta. La competenza in materia di  scarichi, in seguito all’emanazione della legge regionale n. 4 del 15 marzo 2011, è dei Comuni

 

L’agenzia regionale che si occupa dei prelievi e delle analisi delle acque inoltre non effettua più campionature nel tratto compreso tra porto turistico Masuccio e Molo Manfredi in quanto non vi sussistono più i requisiti. Eppure ancora nel 2008 lo specchio d’acqua in questione risultava balneabile come da delibera comunale. Analogo discorso varrebbe anche per i tratti di mare su cui prospettano i restanti porti. In particolare il nuovo Marina in zona Arechi di fatto rende non più balneabili le acque dei lidi “Carabinieri”, “Esercito”, SIULP” e “Finanziari” nonché l’antistante ed ormai sacrificato tratto di spiaggia libera.  Idem nel caso di completamento dell’ infrastruttura di Pastena per la quale la Regione ha recentemente dato il via libera all’impatto ambientale .

 

Lo sviluppo complessivo delle aree portuali, lungo tutto il litorale della città di Salerno, pari a 6.700 mt, appare eccessivamente sovradimensionato rispetto all’estensione totale del litorale con un impatto ambientale fortissimo.

 

In realtà la costruzione di porti turistici, come sostiene anche Legambiente Nazionale, è “il grimaldello formidabile per urbanizzare la costa, per derogare e aggirare i piani urbanistici, per riversare a due passi dal mare cemento a non finire per bar, negozi, parcheggi, immobili.

>>>>>>> leggi il dossier mare completo per approfondire l’argomento

 

Boom: esplode la bomba del Crescent!

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Boom: esplode la bomba del Crescent! Video ed immagini dei Fdc

Le operazioni si sono concluse con successo alle 17.02 di domenica 15 luglio 2012 !

Superato anche l’ultimo step, ringraziamo i militari che hanno gestito il disinnesco dell’ordigno ed i componenti del gruppo NOCS (nucleo operativo chiancarelle salerno) che ci hanno aggiornati minuto per minuto sulla nostra pagina facebook !!

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Ecco alcune immagini e video delle operazioni:

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LA FOTO CRONACA DELLE OPERAZIONI

ORE 12.00: LO STACCO

La gru telecomandata a distanza dagli artificieri inizia il sollevamento della bomba per inserirla nel sarcofago

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ORE 12.10: IL VOLO DELLA BOMBA

L’ordigno molto lentamente viene spostato verso l’ingresso del sarcofago alto circa 10 metri e circondato di terra per attutire il colpo

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ORE 12.20: LA BOMBA ENTRA NEL SARCOFAGO

Le operazioni procedono sempre con estrema lentezza per evitare che uno scossone o una vibrazione eccessiva possano far esplodere l’ordigno

ORE 13.00: IL SARCOFAGO VIENE TUMULATO

La bomba è nel sarcofago, la gru copre l’apertura dove si trova ora l’ordigno con ulteriore terra

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ORE 17.02: BOOM, LA BOMBA BRILLA

Un rumore sordo, attutito dalla terra, accompagna la detonazione della bomba

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A Salerno il Wi-Fi è Fantasmagorico!

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A Salerno il Wi-Fi è fantasmagorico

In piena campagna elettorale, Aprile 2011, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca promise, come comunicato e pubblicizzato anche sui totem per il 150° dell’Unità d’Italia, che da Giugno 2011 sarebbe partita una “…vera rivoluzione…”.

 

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Salerno: Wi-Fi libero e gratuito per tutta la città“, questa la promessa del Sindaco.

E ancora: “…Si comincia con il Centro Storico, poi in pochi mesi, si copre tutta la città, compresi i rioni collinari…”, come si può leggere ancora oggi sui totem per il 150°esimo sparsi in tutta la città.

 

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A nove mesi di distanza, i “Figli delle Chiancarelle” hanno testato sull’intero territorio cittadino il servizio propagandato dall’amministrazione comunale con grande enfasi, verificando il suo reale funzionamento, attraverso una serie di accurati test e rilevamenti, durati circa due settimane, dal 13 al 30 Gennaio 2012, e pubblicati di volta in volta sulla nostra pagina facebook.

I test effettuati con diverse modalità e sistemi di connessione (tablet con sistema operativo Android, iPhone e iPad Apple; Notebook e Netbook Microsoft con sistema operativo Windows – software: Speedtest app e con www.speedtest.net) hanno dato i seguenti risultati, rappresentati graficamente sulle cartine delle varie zone della città di Salerno realizzate ad hoc dai Figli delle Chiancarelle.

 

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Emerge che il segnale considerato “sufficiente” (riscontrato solo in alcune piazze del centro)raggiunge 2.5Mbps, mentre la maggioranza degli hotspot consente connessioni al massimo di 0.9 Mbps, rendendo difficile sia la semplice navigazione web che la consultazione della posta elettronica (considerando che una tradizionale connessione da un telefonino 3G, non utilizzando il wifi, si aggira in media sui 1.5Mbps e con traffico dati flat e illimitato ha un costo di circa 5€ al mese).

Il giudizio complessivo, rispetto alle attese suscitate dal primo cittadino di Salerno, è di un servizio MEDIOCRE, assolutamente non corrispondente a quanto pubblicizzato.

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Oltre al clamoroso ritardo nella realizzazione su tutto il territorio cittadino, ricordiamo infatti che a più riprese il Sindaco, da aprile in poi, ha ribadito in televisione che il Wi-Fi avrebbe coperto tutto il centro ed in autunno tutta la città di Salerno.

Così non è stato.

Il servizio, in sostanza, risulta localizzato e fruibile solo in pochi punti ed, anche in questi, con qualità di collegamento ed utilizzo differenti: Piazza Ferrovia, Piazza Flavio Gioia, Piazza Sedile di Portanova, zona Palazzo di Città, Villa Comunale, solo all’aperto ma il segnale cade se si entra in uno spazio chiuso (bar, negozi, librerie, pubblici uffici). Nelle strade adiacenti i punti prima indicati il segnale si perde.

Per quanto riguarda la zona orientale (ad eccezione del parco del Mercatello dove il servizio raggiunge la sufficienza) ed i rioni collinari il servizio può tranquillamente definirsi fantasma.

Un’ultima annotazione, è stato possibile valutare la possibilità di connessione al Wi Fi di Salerno alla presenza di un numero esiguo di utilizzatori.

Pertanto, aumentando il numero degli utenti collegati, il Wi-Fi in salsa salernitana tende inevitabilmente al peggioramento

 

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“290.000 Cari Auguri”,Capodanno milionario a Salerno

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“290.000 Cari Auguri”, il Capodanno milionario di Salerno con la Nannini

Durante il concertone di Capodanno della rock star a Piazza Amendola, esposto uno striscione ironico dei FDC sui costi sostenuti dai salernitani: nessun contributo privato dallo sponsor Monte dei Paschi di Siena, come aveva più volte detto il Sindaco Vincenzo De Luca.

Il 2011 si è concluso col botto, ovvero con La Chiancarellata di Capodanno. Durante il concertone di Gianna Nannini in Piazza Amendola, i Figli delle Chiancarelle hanno issato, intorno alle 23.30, sul palazzo alle spalle del palco, uno striscione con su scritto: «290 mila Cari Auguri», con riferimento ai soldi stanziati dal Comune per assicurarsi l’esibizione della Nannini.

Lo striscione ironico è stato realizzato in risposta alla falsa dichiarazione del Sindaco De Luca secondo cui il concerto era tutto pagato dallo sponsor, ovvero dal Monte dei Paschi di Siena.

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La realtà dei fatti invece parla di una delibera di giunta da 290.000 euro stanziati alla società Anni 60 Produzioni srl che ha organizzato l’evento.

La cifra, oltre al cachet della Nannini, comprende anche le spese per l’impianto, la copertura del palco, il personale di fatica, la sicurezza della Nannini, il gruppo elettrogeno, il catering, nonché il vitto e l’alloggio della cantautrice e di tutto il suo gruppo.