A Salerno la metropolitana più lenta del West

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A Salerno la metropolitana più lenta del West

Accordo tra Comune e Rfi: “Una navetta ogni 60 minuti”. Dopo 15 anni e 40 milioni spesi servono altri investimenti per ultimare l’opera. Manca anche il gestore

Grazie alla Legge 211 del 1992 che permette anche ai Comuni, oltre che alle città metropolitane, di sviluppare sistemi di trasporto rapido di massa e di tramvie veloci, l’amministrazione di Salerno riesce ad ottenere, circa 15 anni fa, 80 miliardi di lire per realizzare la sua metropolitana.

Il 3 dicembre del 2010 il Comune di Salerno e Rfi, rete ferrovia italiana, sottoscrivono un disciplinare di affidamento in gestione dell’infrastruttura ferroviaria di collegamento tra la stazione di Salerno Fs e lo stadio Arechi.

A pagina 9 si legge che “la tratta metropolitana sarà attivata con un sistema di esercizio a spola con cadenzamento a circa 60 minuti”. Ovvero un unico binario ed un unico treno che fa avanti e indietro ogni ora, ritardi permettendo.

Questo servizio però sarà “preceduto dall’attivazione del pre servizio tecnico vincolato dal completamento di tutte le attività di verifica tecnica a cura dei tecnici Rfi”. Insomma prima di dare l’ok bisognerà, c’è scritto, realizzare i seguenti interventi: 1) Scmt in arrivo alla stazione terminale di Arechi 2) Attivazione del segnale di avviso al segnale di protezione di Salerno 3) Adeguamento del Bca per spola promiscua.

Pertanto sembra difficile affermare, come fa il Sindaco De Luca, che l’opera è ultimata e deve solo partire. Una balla, al solito.
Inoltre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una nota del 29 aprile 2010, indirizzata anche al Comune ribadisce che non c’è “nessun elemento ostativo alla concessione dell’autorizzazione, qualora richiesta, all’assunzione, da parte di RFi della gestione della tratta in oggetto”. Che tradotto vuol dire: se vi sta bene gestirla, fatelo pure, ma non con altri soldi del Ministero.

 Il problema della gestione è enorme: un treno ogni 60 minuti che percorre 7,5 chilometri fino alla fermata M8 Arechi, che in futuro potrebbe scendere a 20 minuti, dopo però ulteriori grandi investimenti nonché la modifica del Piano Regolatore della Stazione di Salerno e delle altre stazioni sedi di incrocio sulla linea , a chi può davvero interessare?

Ultima chicca, se dalla fermata Arechi volete arrivare alla fermata Duomo –Via Vernieri, alla stazione centrale dovete scendere dal trenino spola, attraversare un po’ di binari e salire su un altro trenino spola che vi aspetta su un altro binario. A piedi si fa francamente prima ed è anche gratis.

 

Ispezione ministero II: l’allegra gestione del personale

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Ispezione ministero II: l’allegra gestione del personale

Indennità di Gonfalone, un “disagio” da 86.000 euro l’anno.

La verifica degli ispettori del Ministero evidenzia una gestione anomala degli straordinari a dirigenti comunali, personale di polizia ed igiene urbana.

La seconda parte della verifica amministrativa contabile, effettuata dagli ispettori del Ministero delle finanze al Comune di Salerno, dal 30 giugno al 29 luglio 2011, ha portato a galla anomalie “rilevanti e diffuse” nella gestione del personale dell’Ente. (pg. 2).

Tra queste, la più stravagante e singolare è certamente la “mitica” Indennità di Gonfalone: si tratta di un’indennità di “disagio”, un bonus economico a chi è addetto a portare l’effige durante le sue pubbliche uscite. Soltanto nel 2010 sono stati spesi 86.000 euro di Indennità di Gonfalone. “Questa indennità – scrivono gli ispettori – non è prevista da alcuna norma di legge o contratto collettivo” (pg. 5).

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Più in generale gli ispettori notano un notevole incremento, del 20,7%, del Fondo Pro capite (dal 2004 al 2010), nonostante il numero dei dipendenti comunali sia sceso da 1.548 del 2004 ai 1.292 del 2010.

A questo va aggiunto che il “monte straordinari” Pro Capite è risultato 10 volte superiore a quello abituale (pg. 3)

Sempre in tema di indennità di disagio, secondo gli ispettori risulta evidente, nello specifico, l’illegittima corresponsione della “indennità di disagio” al personale della Polizia Municipale ed al personale che utilizza abitualmente i videoterminali. Inoltre tale indennità di disagio corrisposta dal 2006 al 2010, oltre 11 milioni, per lo stesso periodo non avrebbe dovuto superare i 500 mila euro, secondo una ragionevole applicazione. (pg. 5)

Il “fondo straordinario”, che si sarebbe dovuto attestare a 1 milione 500 mila euro, fa presumere un grave sforamento del limite di spesa di oltre 9 milioni di euro nel triennio 2008/2010” (pg. 7)

L’attenzione degli ispettori è soprattutto sulle maggiorazioni di straordinario per Polizia Municipale e Nettezza Urbana: “Lo straordinario è stato indebitamente incentivato attraverso l’erogazione di maggiorazioni alla tariffa prevista dal contratto nazionale (pg. 8).

Tale circostanza palesa una illegittima doppia remunerazione della stessa fattispecie”(pg. 9)

In merito sono stati analizzati “file excel” con voci anomale per le quali è stato richiesto un chiarimento al dirigente del Settore Ragioneria. Tra queste il “premio per l’attività straordinaria”, una sorta di incentivo alla sola disponibilità ad effettuare lo straordinario: nel 2010 il premio è stato di 655 mila euro. Oppure la voce “incentivo vigili urbani”, anche qui un incentivo alla disponibilità per il servizio dalle ore 21 all’una di notte: 65 mila euro nel 2008 e 94 mila nel 2009 (pg. 9).

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Poi ci sono anche i compensi “fuori fondo” nel mirino degli ispettori. Balza agli occhi il milione e mezzo di euro in 5 anni per il “lavaggio vestiario” per gli impiegati nell’attività di igiene urbana. In alcuni casi il compenso, sulla parola, è stato di 2 mila euro l’anno. (pg. 11).

Infine gli ispettori hanno puntato il dito su ulteriori emolumenti di alcuni dirigenti: “violerebbero il principio di omnicomprensività della remunerazione accessoria”. (pg. 13-14).

>>>>>>>>>>>>>>>> Ispezione ministero economia comune di salerno 2

Insomma una gestione davvero anomala del personale dipendente, con evidenti sprechi e privilegi, naturalmente a carico dei cittadini di Salerno.

Metropolitana, ci si mette anche il “tappo” di Via Zara

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Metropolitana, ci si mette anche “tappo” di Via Zara

Rosario Ternullo, Legambiente, svela il mistero che crea ulteriore impedimento allo sviluppo dell’opera

Tre anni fa, presidente della Campania Bassolino, mi recai presso l’EAV (Ente Autonomo Volturno), nel ruolo di responsabile di Legambiente Trasporti Campania, per risolvere il nodo di Salerno che crea grande disagio al traffico ferroviario nazionale.

Con l’ingegnere Tino Borrello esperto in progettazioni ferroviarie dell’ente facente capo alla regione Campania, mettemmo su un’ipotesi di progetto per sbottigliare la strozzatura localizzata all’uscita della galleria Santa Lucia.

Si ipotizzò l’abbattimento dei due fabbricati realizzati negli anni ’50 abusivi perché contro la legge sulle aree di rispetto, con ricostruzione ed arretramento di almeno 20 metri (la più economica delle soluzioni), per consentire la realizzazione del 5° binario e rendere autonomo l’asse ferroviario Salerno – Mercato San Severino, rispetto alla linea dei treni a lunga percorrenza (3° e 4° binario).

Se l’operazione fosse andata in porto la regione Campania si sarebbe accollata le spese per circa 8 milioni di euro, ma ci voleva il passaggio e l’approvazione del comune di Salerno.

A detta dell’ingegnere questa era una condizione indispensabile per i successivi investimenti della metropolitana regionale ( prolungamento fino a Battipaglia con realizzazione della stazione per l’aeroporto, elettrificazione della Salerno – Mercato San Severino con raddoppio parziale della linea e bretella per l’università), dal momento che l’accavallamento di linee determinava un disservizio tale che non si potevano programmare i tempi di cadenzamento dei convogli.

Nell’incontro con il Sindaco De Luca la proposta fu respinta adducendo che il prolungamento del trincerone est era prioritario a qualunque altro intervento.

Successivamente, in un mio incontro presso l’ACAM in presenza dell’allora Direttore la Senatrice dei Verdi Anna Donati, attualmente Assessore ai Trasporti del comune di Napoli, e in un incontro con i responsabili delle ferrovie (due ingegneri venuti da Roma per tratta della Napoli – Bari), affrontammo anche l’imbuto di Salerno. I tecnici asserirono che lo sbottigliamento era fondamentale, al fine di una migliore funzionalità del sistema ferroviario nazionale, con la possibilità di poter incrementare il numero dei convogli sulla linea.

A tal ragione mi chiesero se potevo intercedere nella figura del Sindaco De Luca, tassello fondamentale per una perfetta riuscita dell’operazione.

La risposta di De Luca la conoscete, incapace di avere una visione che superi i confini del comune che amministra.

De Luca di cosa si lamenta se l’opportunità di sbloccare la metropolitana l’aveva?

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Sarebbe bastato che questa operazione fosse stata inserita nel Piano Urbanistico Comunale, e nel tempo di una legislatura portato a termine, senza costi aggiuntivi per il Comune, ma l’inerzia e l’incompetenza hanno avuto il sopravvento, perché oggi con lo sbottigliamento potremmo inserire il nodo ferroviario di Salerno tra quelli strategici nazionali, per i quali il Ministero per le Infrastrutture ha erogato quasi 12 miliardi di euro.

Rosario Ternullo, Legambiente Trasporti

Il “pacco” fotovoltaico: il Comune rinuncia al 60% delle royalty

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Il “pacco” fotovoltaico: il Comune rinuncia al 60% delle royalty

2 milioni di euro in meno per le casse comunali, un anno in più di concessione ai privati: questi i punti del nuovo accordo per la gestione del parco solare

Parco solare sì, ma anche un bel “pacco” solare ai danni dei cittadini salernitani, che incasseranno molti milioni di euro in meno, oltre il 65%, rispetto a quanto stabilito in un primo momento dal Comune di Salerno con la ditta che ha realizzato l’impianto.

Nel nuovo accordo tra le parti c’è un ammanco di 42 milioni e 700.000 euro che non trova piena giustificazione né nella riduzione degli incentivi statali di poco più del 26%, né nell’accelerazione dei tempi di ultimazione del parco fotovoltaico.

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La storia inizia con la delibera 1.246 del 2009 in cui si stabilisce di realizzare un impianto da24 Mw (tre distinti campi da 8 Mw ciascuno) nel territorio del Comune di Eboli di proprietà dell’amministrazione comunale di Salerno.

Nel bando realizzato dal Comune si parla di individuare un soggetto a cui affidare la concessione del diritto di superficie, la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’impianto.

A vincere la gara è la Toto Costruzioni generali Spa (delibera 1.949 dell’8 luglio 2010).

 

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Il Piano economico della Toto, considerando che l’impianto potrà usufruire della tariffa incentivante di 422 euro/Mwh, prevede una royalty annua da corrispondere al Comune di 3 milioni e 500 mila euro per 19 anni per un totale di 66 milioni e 500 mila euro.

Sempre l’8 luglio 2010 la Conferenza Stato Regioni stabilisce una progressiva riduzione degli incentivi a partire dal 01/01/2011, facendo scendere la tariffa incentivante da 422 euro/Mwh a333 euro, per le attivazioni di impianti avvenute entro aprile 2011, e di 311 euro per quelle attivate entro agosto 2011.

La Toto a questo punto chiede un riequilibrio del Piano Economico, previsto dal bando, e garantisce l’accelerazione dei lavori per evitare la nuova tariffazione meno conveniente. Il Comune è d’accordo.

I lotti I e II dell’elettrodotto entrano in funzione ad aprile 2011, quindi con la tariffa a 333 euro. Il terzo lotto, entrato in funzione a maggio, ricade nella tariffa di 311 euro.

A dicembre 2010 alla Toto Costruzioni Spa subentra la società di progetto Monteboli Spa nel rapporto di concessione con il Comune di Salerno. I nuovi concessionari del parco a febbraio del 2011 reiterano la richiesta di riequilibrio del Piano Economico.

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Il Nuovo piano prevede un abbattimento delle royalty, l’incremento del periodo di gestione dell’impianto ed il trasferimento della gestione del Polo didattico al Comune (prima era a carico della Toto).

Il Comune da’ il suo ok: gli anni da 19 salgono a 20 mentre le royalty annuali scendono a 1 milione 194 mila euro, per un totale di 23 milioni e 800 mila euro.

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La differenza, in negativo, tra i due piani economici,il primo e l’ultimo, è di 42 milioni e 700 mila euro, oltre il 65% in meno. Una cifra che non trova completa giustificazione nella riduzioni di poco più del 26% degli incentivi statali.

Milioni nebulizzati senza un perché! Almeno fino ad ora.

>>>>>>>>>>>> Parco fotovoltaico – Salerno – 2012

 

 

 

Ispezione Ministero I : i conti del Comune non tornano

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Ispezione Ministero I: i conti del Comune non tornano

Grave squilibrio di cassa e debiti con le banche per 200 milioni.

Bilancio in pareggio grazie ai residui attivi, non tutti esigibili, di multe, Ici ed Tarsu.

I risultati dell’ispezione sui conti del Comune da parte del Ministero delle Finanze, effettuata dal 30 giugno al 29 luglio 2011, sono da brividi.

Iniziamo col dire che l’Ente ha contratto fino al primo gennaio 2011 ben 200 milioni 742 mila euro di debito con le banche per investimenti (pg.10).

Che le società partecipate sono in una situazione drammatica e che la differenza tra i crediti vantati da queste col Comune e residui passivi inseriti nel bilancio comunale ammonta a 20 milioni di euro. Somma nebulizzata!!! Nei bilanci delle società miste inoltre non sempre sono esplicitamente indicati i singoli debitori. (pg.2 e 3)

>>>>>>> Ispezione ministero economia comune di salerno

Il Comune inoltre ha un deficit di liquidità di 78 milioni che crea un grave squilibrio di cassa. Il margine residuo a luglio 2011 per anticipazioni di tesoreria è di 4 milioni di euro che, come scrivono gli ispettori, non è nemmeno necessario a pagare una mensilità di stipendi. (pg.4 e 12).

Ci sono ritardi nel pagamento di bollette comunali che superano i 20 mesi (pg.5): con l’Enel abbiamo un ritardo di un anno, con la Telecom di 3 anni.

E’ solo grazie all’utilizzo dei residui attivi, ovvero somme non riscosse ma portate a bilancio, che si riesce a fra quadrare i conti: per intenderci solo di Tarsu (tassa sulla munnezza) i residui attivi sono 44 milioni circa mentre il riscosso e di 23 milioni. Inoltre non è detto che tutti i residui siano realmente esigibili. Stesso discorso vale per i proventi da permessi a costruire dove nei residui attivi è segnata la cifra di 25 milioni.

Stesso discorso ancora per L’ICI, con oltre 3 milioni di residui attivi (pg.7)

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Per quanto riguarda le multe dei Vigili Urbani i residui attivi sono circa 33 milioni (pg.8).

Tra le bizzarrie delle spese sostenute con le multe c’è anche il pagamento per l’iscrizione dei Vigili Urbani al tiro a segno e per la manutenzione delle pistole. Scrivono gli ispettori, con una certa ironia: “non si intravede la relazione esistente tra il miglioramento della circolazione stradale e le spese per l’armamento” (pg.9).

In fine (pg.12 13 14) gli ispettori elencano le criticità alla base del “grave” squilibrio di cassa.

Insomma stamm proprio arruvnat!

Logo story II: ovvero come ti riciclo una “S”

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Logo story II: ovvero come ti riciclo una “S”

L’antefatto del marchio turistico di Salerno, la S gialla e arancio racchiusa in un  fondo sfumato azzurro blu, disegnata dal designer Massimo Vignelli, non è tanto nel logo del Napoli o del Sapri Calcio.

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L’antefatto è in un progetto analogo  dello stesso Vignelli datato 1972 e realizzato per l’identità aziendale di  OPS (Offshore Power Systems), una società che costruiva piattaforme nucleari galleggianti fondata nel 1970 e che ha chiuso definitivamente nel 1984 .

Il logo in questione è pubblicato  e, sebbene non trovi spazio sul sito ufficiale di Vignelli Associates, risulta in un testo digitale che raccoglie i progetti più significativi del noto designer .

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Il logo OPS raffigura un quadrato bianco in una circonferenza composta in due metà celeste e azzurro.

Questa la descrizione: “Il simbolo rappresenta schematicamente il concetto di produzione di energia galleggiante. Il fondo è blu scuro (l’oceano) e l’azzurro in alto (il cielo), mentre la pianta, rappresentata dal quadrato bianco, galleggia tra questi due elementi” .

Il concept del  marchio di una società americana (ora fallita)  che produce energia atomica è paradossalmente lo stesso impiegato quaranta anni dopo per il marchio della ridente cittadina di provincia adagiata tra cielo e mare.

Unica differenza la sfumatura dei colori che sembra sia stata voluta da sindaco di città: Vincenzo De Luca.

«È importante che in un messaggio ci sia identità» asserisce Vignelli nella sua lectio magistralis di presentazione del marchio al Teatro Verdi di Salerno. Ma quale identità possono mai avere in comune Salerno e l’ Offshore Power Systems?

Simona Brandolini così commentava dalle pagine del “Corriere della Sera” la portata innovativa del marchio salernitano all’indomani della sua presentazione: “Quello nuovo di zecca –il marchio n.d.r.- è una grande S gialla che campeggia in un azzurro dalle sfumature del cielo e del mare. Come tutte le nuove cose, il primo impatto non è felicissimo, tra la semplicità e la banalità c’è un sottilissimo confine. Ci vorrà del tempo per metabolizzarlo, non v’è dubbio. E soprattutto i salernitani dovranno abituarsi, visto che è stato pagato” .

Di vero c’è che il marchio è stato pagato e non poco, quarantacinquemila euro ad oggi , prezzo scontato dei duecentomila euro previsti inizialmente per il progetto e la sua diffusione, stanziati nella prima delibera e ridotti forse anche grazie al polverone sollevato dopo l’infuriare di polemiche sia a livello locale che nazionale. Quanto ad innovazione si stenta a credere che sia inedito un marchio del 2011 identico a quello datato 1972.

Certo in quest’ultimo manca la “S” che costituirebbe il segno distintivo della città, in font Bodoni così caro al designer newyorkese,  che dovrebbe raffigurare in forma stilizzata due delfini ed allo stesso tempo  la silouette di un ippocampo. E passi che il Bodoni è un carattere tipografico che si addice più a Parma che a Salerno come ha sottolineato Mario Piazza in un autorevole quanto imbarazzato commento su “Abitare” .

Il problema è tutto nell’ippocampo o meglio nei delfini che sono stati utilizzati nel logo di un’altra città meridionale che inizia per “S”: Siracusa.

E di loghi con la S ed i delfini intrecciati la città siciliana ne ha diversi, risultanti da un concorso bandito nel 2007 dall’AIAP e che annoverava tra i giurati, oltre al già citato Piazza, proprio il maestro Vignelli.

E’ sconcertante la somiglianza del marchio di Salerno con i progetti classificati al secondo e terzo posto del concorso. In sintesi, il nostro marchio turistico ora presente anche su cravatte e foulards di un noto camiciaio salernitano, è il collage di un logo del Vignelli del 1972 e di due o più loghi che hanno partecipato ad un concorso nel 2007 in altra città e con lo stesso designer a presiedere la giuria. In tempo di crisi Vignelli ha pensato bene per il marchio di Salerno di non sprecare tempo e di riciclare un logo vecchio di 40 anni! Allo spreco di denaro pubblico ha invece provveduto il Comune.

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Il controverso logo turistico campeggia ora su tutti i manifesti comunali, utilizzato spesso in maniera impropria per coprire le affissioni scadute sempre con sperpero di soldi pubblici, mediante la  massiccia diffusione più dentro che fuori Salerno, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da una promozione turistica.

La ragione va individuata nella necessità di imprimere nell’immaginario dei cittadini un simbolo vuoto di significati e di legami con il territorio.

Inoltre il marchio è da ora in cerca di acquirenti: un regolamento comunale  approvato in data 3 Maggio 2012 ne disciplina l’uso e la licenza di vendita anche se, stranamente, è omesso il tariffario  per cui si ignora in base a quale contratto e dietro quale compenso siano stati già ceduti i diritti per la suddetta produzione di camicie, foulards, cravatte e dolciumi.

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100 Bop per fermare il mostro Crescent

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Cento Bop per fermare il mostro Crescent

Ferma il Mostro! Compra una buona azione, compra un Bop”: la campagna sociale organizzata, per tutto il mese di aprile 2012, dal gruppo facebook “Figli delle Chiancarelle” è riuscita nel suo intento: raccogliere i fondi per permettere ad Italia Nostra di presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la realizzazione del condominio Crescent sulla spiaggia di Santa Teresa a Salerno.

Non solo: il ricorso di Italia Nostra ha anche ottenuto, ad inizio giugno, l’ok dalla IV sez del Consiglio di Stato che  in via cautelare, in attesa di sentenza nel merito, ha sospeso i lavori del mega condominio sulla spiaggia di Santa Teresa.

Grazie alle spontanee donazioni dei cittadini, che hanno ricevuto in ricordo uno dei 100 Bop (Buono Ordinario Pullanghelle) emessi dal Banco delle Chiancarelle, sono stati raccolti oltre 1300 euro.

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Il momento clou della campagna si è avuto durante la Pasqua delle Chiancarelle, quando numerosi salernitani si sono recati al Bar No Stress per “sottoscrivere” i BOP.

Il Bop vale come un azione di grande valore civico per salvare Salerno ed il paesaggio costiero dall’ EcoMostro, ovvero il Crescent, il plesso residenziale alto 30 metri e lungo quanto tre campi di calcio, che si sta realizzando a danno della storica spiaggia cittadina, ridotta oggi a meno della metà.

A seguito dei lavori sono stati cementati 5.800 mq di spiaggia e addirittura 3.900 mq di mare.

In totale si è perso un ettaro di natura a favore del cemento e della speculazione.

A fronte di una donazione spontanea, i cittadini hanno ricevuto un Bop a testimonianza del gesto di grande sensibilità civica a tutela del proprio territorio.

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I “value certificate” erano a tiratura limitata, numerati e filigranati con l’immagine del Lungomare.

Il Bop numero 100 è stato aggiudicato all’asta attraverso Ebay con un’offerta di oltre 5o euro.

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Come con l’acquisto della cucina della Mensa dei Poveri di San Francesco (per la quale sono stati raccolti 3450€), ancora una volta i FDC si impegnano per il sociale perché vogliono ribadire il loro amore per Salerno e il territorio cittadino; attraverso questi gesti di grande valore civico, le istituzioni dovranno capire che le esigenze e le proposte dei cittadini vanno ascoltate e non represse e derise.

A Salerno il Wi-Fi è Fantasmagorico!

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A Salerno il Wi-Fi è fantasmagorico

In piena campagna elettorale, Aprile 2011, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca promise, come comunicato e pubblicizzato anche sui totem per il 150° dell’Unità d’Italia, che da Giugno 2011 sarebbe partita una “…vera rivoluzione…”.

 

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Salerno: Wi-Fi libero e gratuito per tutta la città“, questa la promessa del Sindaco.

E ancora: “…Si comincia con il Centro Storico, poi in pochi mesi, si copre tutta la città, compresi i rioni collinari…”, come si può leggere ancora oggi sui totem per il 150°esimo sparsi in tutta la città.

 

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A nove mesi di distanza, i “Figli delle Chiancarelle” hanno testato sull’intero territorio cittadino il servizio propagandato dall’amministrazione comunale con grande enfasi, verificando il suo reale funzionamento, attraverso una serie di accurati test e rilevamenti, durati circa due settimane, dal 13 al 30 Gennaio 2012, e pubblicati di volta in volta sulla nostra pagina facebook.

I test effettuati con diverse modalità e sistemi di connessione (tablet con sistema operativo Android, iPhone e iPad Apple; Notebook e Netbook Microsoft con sistema operativo Windows – software: Speedtest app e con www.speedtest.net) hanno dato i seguenti risultati, rappresentati graficamente sulle cartine delle varie zone della città di Salerno realizzate ad hoc dai Figli delle Chiancarelle.

 

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Emerge che il segnale considerato “sufficiente” (riscontrato solo in alcune piazze del centro)raggiunge 2.5Mbps, mentre la maggioranza degli hotspot consente connessioni al massimo di 0.9 Mbps, rendendo difficile sia la semplice navigazione web che la consultazione della posta elettronica (considerando che una tradizionale connessione da un telefonino 3G, non utilizzando il wifi, si aggira in media sui 1.5Mbps e con traffico dati flat e illimitato ha un costo di circa 5€ al mese).

Il giudizio complessivo, rispetto alle attese suscitate dal primo cittadino di Salerno, è di un servizio MEDIOCRE, assolutamente non corrispondente a quanto pubblicizzato.

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Oltre al clamoroso ritardo nella realizzazione su tutto il territorio cittadino, ricordiamo infatti che a più riprese il Sindaco, da aprile in poi, ha ribadito in televisione che il Wi-Fi avrebbe coperto tutto il centro ed in autunno tutta la città di Salerno.

Così non è stato.

Il servizio, in sostanza, risulta localizzato e fruibile solo in pochi punti ed, anche in questi, con qualità di collegamento ed utilizzo differenti: Piazza Ferrovia, Piazza Flavio Gioia, Piazza Sedile di Portanova, zona Palazzo di Città, Villa Comunale, solo all’aperto ma il segnale cade se si entra in uno spazio chiuso (bar, negozi, librerie, pubblici uffici). Nelle strade adiacenti i punti prima indicati il segnale si perde.

Per quanto riguarda la zona orientale (ad eccezione del parco del Mercatello dove il servizio raggiunge la sufficienza) ed i rioni collinari il servizio può tranquillamente definirsi fantasma.

Un’ultima annotazione, è stato possibile valutare la possibilità di connessione al Wi Fi di Salerno alla presenza di un numero esiguo di utilizzatori.

Pertanto, aumentando il numero degli utenti collegati, il Wi-Fi in salsa salernitana tende inevitabilmente al peggioramento

 

>>>>>>>>> Ghost UaiFai in è qui

 

 

Logo Story: a Salerno una “S” da 200.000 euro

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Logo Story: a Salerno una “S” da 200.000 euro

Commissionata dal Sindaco Vincenzo De Luca e realizzata dal designer Massimo Vignelli: è all’origine della nascita dei Figli delle Chiancarelle, il gruppo facebook creato dopo le offese televisive del primo cittadino contro i tantissimi salernitani che non hanno gradito il nuovo brand comunale e il suo costo.

Chi siete? Cosa portate? Si ma quanti siete? Un fiorino!”, si potrebbe iniziare così, citando “Non ci resta che piangere” di Troisi e Benigni, per spiegare il fenomeno Figli delle Chiancarelle, gruppo nato su Facebook a fine novembre del 2011 a seguito di alcune esternazioni del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che ha definito in maniera offensiva e volgare tutti i salernitani a cui non è piaciuto il nuovo logo cittadino, realizzato dal designer italonewyorchese Massimo Vignelli.

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Le chiancarelle, infatti, sono nell’immaginario cittadino, un luogo storicamente degradato, dove in passato veniva praticato il più antico dei mestieri.

 Pertanto il “figli di chiancarelle” pronunciato dal primo cittadino suona proprio come ”figli di p….”.

http://www.youtube.com/watch?v=laxENyUI2EA

Ma andiamo per ordine

Il 22 Novembre 2011 presso il Teatro Verdi di Salerno si svolge una “lectio magistralis” di Massimo Vignelli, il quale presenta il suo lavoro, la nuova strategia di comunicazione per la città di Salerno, con particolare riferimento ad un simbolo che avrebbe accompagnato tutte le iniziative turistico/culturali della città.

Si svela una ESSE versione Superman, circondata da tanto azzurro da far pensare subito che si tratti del logo calcistico del Napoli o del Sapri.

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In quella S secondo Vignelli e il sindaco De Luca si dovrebbero intravedere anche i simboli del cavalluccio marino e dei delfini.

In città si sviluppa subito un forte dibattito, ma tra tante voci e tante immagini satiriche che scimmiottano il simbolo di Vignelli, una cosa pare essere certa (link sondaggi), il simbolo alla stragrande maggioranza della città non piace proprio.

Nella migliore delle ipotesi, la gente non vi si riconosce.

Inoltre si scopre, grazie al collettivo “Gumpania“, che prima di affidare l’incarico a Vignelli, il Comune aveva già bandito qualche mese prima una gara per il nuovo logo turistico cittadino, vinta da un giovane e sconosciuto designer, che però non aveva mai ricevuto i 3.000 euro di premio stabiliti dal bando comunale.

Il venerdì successivo, il 25 Novembre, il Sindaco di Salerno, molto arrabbiato per la reazione quasi schifata dei salernitani, definisce tutti quelli a cui non piace il simbolo “figli delle chiancarelle”.

Nasce così il gruppo facebook che, sorprendentemente, in pochi giorni supera i 3.000 componenti.

A fomentare ulteriormente la polemica sul logo “S” di Vignelli in città, una delibera, la 935.11 dove si stabilisce che potranno essere spesi per la Vignelli Associates 100.000 euro ed altri 100.000 euro per promuovere il marchio acquistato dal Comune di Salerno.

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Il gruppo facebook inizia a mettersi al lavoro, tra le altre cose riguardanti il simbolo, parte una campagna di mail bombing a Vignelli, con una lettera aperta scritta a lui e ai cittadini di Salerno .

Nel frattempo un inviato di Striscia la Notizia, Mister N-Euro, al secolo Charlie Gnocchi, avendo captato attraverso la rete la polemica si reca a Salerno a chiedere a De Luca conto della spesa dei 200.000 euro.

Il Sindaco, preso un pò alla sprovvista, nega tutto dichiarando: “Non abbiamo speso neanche 1 euro”.

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Intanto il designer Vignelli risponde alla lettera del gruppo facebook indicando una novità abbastanza di rilievo, si parla di Loghi Multipli: “Il simbolo non è definitivo, stiamo continuando a lavorare su diversi pittogrammi che verranno presentati successivamente” .

A questo punto, il gruppo facebook scrive al Sindaco De Luca 4 domande chiare e circostanziate, anche perché oramai si è creato un trambusto ed una confusione attorno a questa storia che necessita di un chiarimento .

Il Sindaco, qualche giorno dopo l’intervista di Striscia la notizia e la lettera aperta indirizzata a lui dai Figli delle Chiancarelle, cambia versione, il non abbiamo pagato 1 euro” diventa d’improvvisopagheremo una volta stabilita la cifra con Vignelli che è una cifra che rientra nel capitolo di spesa previsto dal Comune”, paragonando l’importo pagato a Vignelli ad un “importo ridicolo per una città della grandezza di Salerno, il costo di una sagra di paese di una mezza serata”.

Il gruppo facebook continua a crescere e supera la quota di 5.000 unità, diventando il principale “forum pubblico” di discussione telematica su quello che accade nella città di Salerno.

Politici, giornalisti, architetti, artisti, personaggi pubblici, sindacalisti, professionisti vari discutono insieme a cittadini di tutte le estrazioni sugli argomenti più vari riguardanti la città, sotto l’occhio e il contributo divertito e informato di tanti salernitani lontani per motivi di lavoro.

Successivamente, agli inizi del 2012 si materializza una prima parziale fatturazione da parte della Vignelli Associates, pari a 45.000 euro; compare infatti sul sito del Comune di Salerno un pdf presentato come “Delibera di Giunta 109 del 3-2-2012”  anche scaricabile qui >>> Delibera di Giunta n109

 

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Dalla presentazione del logo, lo abbiamo visto utilizzato in molte operazioni, stand in città, manifesti, volantini di manifestazioni, prodotti di vario tipo dagli “orsetti di peluce” alle bottiglie di spumante dalle torte ai foulard, buoni obbligazionari, il 25 Gennaio 2012, in un incontro pubblico ad Amalfi, il Sindaco ne propone addirittura l’uso in franchising agli altri Comuni della costiera.

Ad oggi il Comune di Salerno non ha ancora reso noto quello che sarà il regolamento economico per l’utilizzo del suddetto marchio, nonchè le guidelines per le declinazioni grafiche, e per questi due motivi ogni privato cittadino o commerciante ne fa l’uso che più ritiene opportuno .

Pertanto il Comune non ha ancora incassato un euro sulle royalty legate allo sfruttamento della “S”.

La “Vignellata” a forma di “S” (cit Oliviero Toscani) nella primavera del 2012 compare affianco al logo istituzionale del Comune anche su manifesti non turistici come quello informativo sulla ZTL ma, il più delle volte, resta uno sbiadito ricordo delle S che hanno tappezzato la città, sbiadito come molti adesivi che erano stati entusiasticamente apposti sul parabrezza delle automobili e che ora sono solo una macchia arancio/celeste.

Luce sui costi di Luci d’artista 2011: oltre 3 milioni

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Luce sui costi di Luci d’artista: superati i 3 milioni di euro

Spesi dal Comune per il noleggio delle opere, ma non tutte, dalle ditte di Torino e Pomigliano (NA). Con le altre spese “collaterali” (campagna di stampa, manifesti, navette bus, Concerto di Capodanno) si arriva a 4 milioni.

La “3 mesi natalizia” vissuta da Salerno, carte alla mano, quelle per ora disponibili e fornite dalla Commissione trasparenza del Comune, è costata davvero cara ai cittadini salernitani.

Il Comune di Salerno, tramite il Servizio Manutenzione Infrastrutture, ha determinato a luglio 2011 una spesa compresa in 4 milioni 55 mila 799 euro per la VI edizione di Luci d’Artista.

Di questa cifra, ben oltre 3 milioni di euro sono stati riscontrati con determine comunali, ma non riguardano il noleggio di tutte le istallazioni di luci, con i relativi 27 Km di strade illuminate.

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All’appello mancano ancora i costi dei Pianeti e degli Angeli al Duomo, delle Catenarie luminose poste sugli alberi dalla Provincia fino alla Prefettura, della slitta con le renne e Babbo Natale a Largo Prato di Pastena, delle luminarie poste lungo via Baratta, Mobilio, Dalmazia, Guercio, Robertelli, Rocco Cocchia, via Mauri e di altre strade e traverse secondarie sia al centro che nella zona orientale.

All’appello mancano anche tutti i costi sostenuti dal Comune per la Campagna di comunicazione (stampa, tv, radio, web) e per il Materiale di promozione (manifesti, volantini, mappe informative etc).

A questi costi vanno aggiunti i 71.000 euro per il servizio Navette, 72.000 euro per forniture varie e 54.000 euro per la sicurezza.

Poi ci sono i costi collaterali, o aggiuntivi. In primis il Logo di Vignelli (200.000 euro + iva), il Concerto della Nannini (290.000 euro, non c’è traccia dello sponsor  Monte dei Paschi di Siena confermato più volte dal Sindaco De Luca) ed 80.000 per la sola serata di Capodanno (bagni chimici, compenso presentatrice e fuochi pirotecnici, etc).

Con i costi collaterali, nonostante quelli che ancora mancano all’appello, la spesa sale a 3 milioni ed 800 mila euro.

Infine ci sono i costi incalcolabili, quelli ambientali, prodotti da 3 mesi di Sabati, Domeniche e Festività natalizie di traffico e tubi di scarico a palla. Su questi, per ora, né il Comune tantomeno Legambiente Salerno hanno fornito dati consultabili.